Davanti all’urgenza di evangelizzatori ci possiamo porre la domanda “perché mai «perdere» del tempo per lo studio?”; tanto più che al missionario sono richiesti entusiasmo e capacità pratica. Una possibile risposta è che affinché il vangelo sia buona novella per chi lo ascolta il missionario deve conoscere quali sono le attese e le domande di chi riceverà il suo messaggio, per questo non è sufficiente conoscere la rivelazione cristiana e la tradizione della Chiesa, a cui sono finalizzati gli studi ecclesiastici, ma anche le istanze culturali, la mentalità e la lingua dei paesi in cui il missionario sarà inviato.
I missionari possono seguire vari percorsi formativi:
- i frati italiani che si preparano in Italia ad affrontare l’esperienza missionaria all’estero;
- i frati provenienti da altri paesi che vengono in Italia e in particolare a Roma dove si iscrivono alle facoltà pontificie per completare o specializzarsi negli studi e poi tornare nei paesi d’origine;
- i frati, che dopo alcuni anni di ministero chiedono di andare in missione e prima di partire frequentano un corso di formazione specifico.
I frati che seguono l’ultimo percorso sono orientati a inserirsi in fraternità internazionali e multiculturali perché questa forma di vita consente di essere una presenza evangelizzatrice in contesti di frontiera, aiutando le popolazioni locali,

di solito abbandonate a se stesse, a superare situazioni difficili o di conflitto. Le fraternità internazionali sono una sfida per il nostro modo di vivere ma anche una occasione di grande testimonianza per mostrare che è possibile vivere insieme anche se si è diversi, soprattutto nelle regioni colpite da violenze. La formazione punta essenzialmente alla visione francescana della missione e alle attitudini necessarie a metterle in atto. Si propone di orientare ogni frate che ha una propria personalità e un preciso bagaglio culturale, ad assumere il medesimo spirito francescano e il medesimo stile di vita. Parliamo di fraternità come “luogo privilegiato” dell’incontro con Dio e di rapporti umani fondati sul rispetto e sulla condivisione, del lavoro quotidiano e ordinario per la casa, degli argomenti approfonditi nello studio, dei progetti pastorali. Il frate, che con fiducia in Dio Padre, taglia i ponti della sicurezza dietro di sé e parte per la missione ad gentes non rimane solo, dallo stesso Signore riceve in dono dei fratelli con i quali costruisce una
fraternità in missione.