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12/08/2019

Frati laici e clericalismo

La percentuale di frati laici che escono dall’Ordine è mediamente superiore a quella dei frati sacerdoti.

Tale dato chiede di essere interpretato. Si può ipotizzare che indichi un disagio legato alla crisi di identità, maggiore nel caso dei frati laici perché essa non è supportata dal ministero sacerdotale che, come abbiamo visto al punto precedente, sembra invece essere l’elemento fondamentale per molti.  A ciò si aggiunge il rilievo, che emerge nell’indagine sociologica [Prof. Mion, 2013], per cui “un confratello su 4 mette in luce un accentuato clericalismo nella propria formazione e missione (25,4%).”

Per clericalismo intendiamo una prospettiva che vede nel frate presbitero la “normalità” dell’identità francescana e che, di conseguenza, pensa alla formazione iniziale in termini di preparazione al sacerdozio alla pari o forse più che di preparazione alla professione perpetua. In tale prospettiva è normale che si chieda giustificazione della propria scelta al giovane frate che chiede di nondiventare sacerdote, mentre sembra essere “scontato” o “normale” l’itinerario verso il sacerdozio.

Un segnale di tale clericalismo sta nel fatto che raramente esiste una formazione iniziale pensata espressamente per i frati laici, mentre il percorso di studi filosofia + teologia, ricalcato su quello dei seminari diocesani, sembra essere il modello “normale”. Pertanto, non ci si dovrebbe stupire troppo del fatto che, anni dopo, molti abbandonano l’Ordine per diventare presbiteri diocesani: in alcuni casi (senza generalizzare) forse è finalmente la scelta giusta, che poteva essere fatta all’inizio ma che aveva trovato in una formazione clericale un alibi per non esprimersi chiaramente. Va anche notata la lenta ma persistente decrescita di vocazioni laicali. Nell’arco esaminato di 15 anni [2003-2017] la percentuale di frati laici rispetto al numero complessivo dei professi solenni è passata dal 16,9% al 16 % netto. Tale diminuzione può essere anche interpretata come il segnale di un inserimento non sempre facile di questi fratelli nella Provincia, una sorta di crisi dell’identità specifica del frate laico all’interno delle nostre fraternità, dovuta ad uno “sbilanciamento” della nostra presenza verso una identità piuttosto clericale. La diminuzione lenta e costante dei frati laici forse trova riscontro anche nel fatto che alcuni paesi che hanno una forte crescita vocazionale possono contare pochissimi candidati ad essere frati laici, perché quasi tutti aspirano al sacerdozio. Tale opzione forse riflette anche un desiderio di ascesa sociale e pone la domanda di quanto sia chiara l’identità francescana ai giovani candidati.

 

Fonte:www.ofm.org