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I nostri frati della Terra Santa

 

Padre Pierbattista Pizzaballa
Padre Pierbattista Pizzaballa è attualmente il Custode di Terra Santa. È nato a Cologno al Serio (BG) nel 1965, a 12 anni ha lasciato la propria famiglia per entrare nel Collegio Serafico di Santa Maria delle Grazie a Rimini per la frequenza della scuola media inferiore e del ginnasio, poi è stato a Ferrara nel Convento di Santo Spirito per completare gli studi al liceo. Dopo l’anno di noviziato è entrato a far parte della Provincia Minoritica di Cristo Re e ha frequentato lo Studio Teologico S. Antonio; in tutti questi anni ebbe come compagno di studi Padre Gianni Gattei. Ha emesso la professione solenne nell’ottobre del 1989 ed è stato ordinato sacerdote, sempre a Bologna nel 1990. Dopo un anno a Roma si è trasferito in Terra Santa, a Gerusalemme dove ha conseguito la licenza in Teologia con specializzazione biblica. Dopo gli studi di specializzazione in lingue semitiche presso la Hebrew University di Gerusalemme ha ripreso gli studi per la laurea ed era Professore assistente presso lo Studium Biblicum Franciscanum e Vicario parrocchiale della comunità cattolica di lingua ebraica, quando nel maggio del 2004 è stato eletto dai frati Custode di Terra Santa. Padre Pierbattista Pizzaballa

 

Padre Massimo Pazzini
Padre Massimo Pazzini è nato a Verucchio nel 1955, dopo gli anni nel Collegio Serafico di Santa Maria delle Grazie a Rimini ha proseguito il cammino formativo alla vita francescano con l'anno di noviziato nel 1971-72, dopodichè entrato a far parte della Provincia Minoritica di Cristo Re e ha frequentato lo Studio Teologico S. Antonio. Ha emeso i voti perpetui nel dicembre del 1979 e sempre a Bologna nel settembre del 1983 è stato ordinato sacerdote. Già da prima dell'ordinazione era a Gerusalemme, dove, presso l'Istituto Studium Biblicum Fanciscanum ha conseguito la licenza in Teologia con specializzazione biblica; specializzandosi poi in ebraico e nelle lingue semitiche antiche. È professore di queste discipline presso l'Istituto Studium Biblicum Franciscanum. Padre Massimo Pazzini

 

Padre Vittorio Bosello
Padre Vittorio Bosello è nato a Nervino (MI) nel 1950, ha vissuto l'anno di noviziato nel 1979-80 e da allora fa parte della Provincia Minoritica di Cristo Re. Ha frequentato lo Studio Teologico S. Antonio, dove ha conseguito il baccalaureato in teologia, ha emesso la professione solenne nel settembre del 1984 ed è stato ordinato sacerdote l'anno successivo. Da quel tempo risiede in Palestina dove ha ricoperto vari incarichi quale frate della Custodia. Padre Vittorio Bosello

 

I nostri frati del Giappone

 

Padre Leone Bassi
Padre Leone Bassi è nato a Genova nel 1923, è entrato nell'Ordine dei Frati Minori incardinandosi nella Provincia Piemontese, ordinato sacerdote nel 1952 partito missionario per il Giappone si aggregò ai frati di Bologna e infine è entrato a far parte della Provincia Giapponese. A lui si deve l'utilizzo della Colonia Marina della Missione a Tokamachi per l'accoglienza dei Boatpeople vietnamiti negli anni '70: per diverso tempo sotto la sua direzione fu allestito un servizio di prima accoglienza in collegamento con il governo giapponese. Come a tutti gli altri frati ha ricevuto l'incarico di animare una parrocchia della diocesi di Niigata. Padre Leone Bassi

 

Padre Domenico Gandolfi
Padre Domenico Gandolfi è nato a Piacenza nel 1929, frate minore della Provincia bolognese, fu ordinato sacerdote nel 1952. Ha studiato a Lovanio, poi si è trovato a Singapore nell'istituto di Sociologia fondato da P. Allegra, da qui è passato a Taiwan dove è stato parroco, di nuovo sulla terra ferma a Hong-Kong e si è dedicato allo studio e all'insegnamento, da qui l'obbedienza lo ha portato in Giappone, dove risiede dopo la fatica dell'apprendimento di una nuova lingua orientale. Padre Domenico Gandolfi

 

Padre Mario Tarcisio Canducci
Padre Mario Tarcisio Canducci è romagnolo, nato a Rimini nel 1934, frate minore della Provincia bolognese, fu ordinato sacerdote nel 1960; si dedicò allo studio della missiologia a Roma prima di partire missionario per la diocesi di Niigata. Missionario della seconda generazione, ha saputo introdursi nel modo di vivere giapponese superando più di altri la difficoltà di essere straniero e integrandosi bene nella società giapponese, con questo stile ha animato le parrocchie che gli sono state affidate e in particolare quella di Takada, dove attualmente risiede.
Si può visitare il sito della Chiesa di Takada alla pagina www.geocities.com/katorikkutakadakyokai/.
Padre Mario Tarciso Canducci

 

Padre Bruno Fabbri
Padre Bruno Fabbri, nato a Verucchio (RN) nel 1943, nei pressi del convento dei frati, non poteva che essere francescano della provincia bolognese, ordinato sacerdote nel 1968, dopo un anno negli Stati Uniti per lo studio della lingua inglese svolge il suo servizio presso la diocesi di Niigata, si diletta di tutto ciò che è elettronico e infatti si può visitare il suo sito alla pagina www.geocities.jp/bf4tau/. Padre Bruno Fabbri

 

I nostri frati in Papua Nuova Guinea

 

Padre Gianni Gattei
Padre Gianni Gattei è nato in riva al mare, a Rimini nel 1967, fratino al collegio di Santa Maria delle Grazie di Rimini insieme a Pierbattista Pizzaballa sentì parlare i missionari delle loro esperienze e già da allora pensò di seguirne l'esempio. Vestì l'abito francescano, si dedicò alla teologia presso lo studio teologico S. Antonio di Bologna e subito dopo l'ordinazione nel 1993 partì missionario per la Papua Nuova Guinea. Ha svolto il servizio di parroco per circa una decina d'anni in villaggi sui monti Torricelli, ha ideato un musical e ha fondato una compagnia teatrale tra i giovani di quelle vallate, accompagnandoli a varie rappresentazioni. A motivo della sua capacità di coinvolgere i giovani è stato chiamato ad animare l'ambito vocazionale dei Frati Minori della Papua Nuova Guinea. Padre Gianni Gattei

 

I nostri frati in Congo Brazzaville

 

ESSERE MISSIONARI MANIFESTANDO
IL VOLTO DI DIO
Breve riflessione di p. Guido sulla dignità missionaria del cristiano, a conclusione della sua visita ai frati che operano in Giappone (2005)
Padre Guido Ravaglia

 

Padre Leone Bassi

P. Leone,
conserva un'aria distinta ed elegante, nonostante l'età e mi è apparso come una sorta di cavaliere medievale intento a difendere i propri ideali e a soccorrere i più deboli con coraggio, intelligenza e competenza. Ha saputo, infatti, far fronte a situazioni di emergenza come la gestione per 11 anni di una colonia marina trasformata in casa di accoglienza per i profughi vietnamiti (boatpeople). Gli ideali cristiani recepiti nell'infanzia lo guidano ancora oggi trasfigurando le realtà umane, caratterizzate da debolezze e imperfezioni, in un mondo quasi angelico. Mette a servizio della missione tutte le sue capacità tecniche, intellettuali e organizzative, che gli hanno permesso di costruire chiese, asili e altri edifici.

 

Padre Mario Tarciso Canducci

P. Mario,
è stato definito per lungo tempo dai suoi parrocchiani "lo straniero", forse per questo anche i suoi tratti fisici sono diventati simili a quelli giapponesi e, come gli altri, ha cercato di superare questa distanza. Sul suo volto mi sembra di leggere l'incarnazione del messaggio che grande è il mistero dell'incontro tra Dio e l'uomo, tra colui che porta il vangelo ricevuto nella propria cultura e si sforza di restituirlo tradotto in quella dell'ascoltatore. Percepisco un invito alla speranza, nonostante le difficoltà e il dover procedere quasi a tentoni. Fra Mario testimonia che è possibile servire il progetto di Dio: il Signore continua a scommettere su di noi quali strumenti della Sua grazia.

 

Padre Bruno Fabbri

P. Bruno,
è un tipo volitivo, generoso, sa accattivarsi la simpatia dei fedeli, soprattutto dei bambini ed è un gran lavoratore. Ha maturato già una lunga esperienza nella sua parrocchia di Omotemachi-Fukuzumi, dove è anche direttore degli asili. Deve la sua vocazione a Maria delle Formiche, giapponese di nobili origini convertita al cattolicesimo, che spese la sua vita accanto agli ultimi, di cui si parlò molto anche in Italia negli anni '60. È rimasto fedele a tutto campo a questo ideale respirato in gioventù sull'esempio della testimone cristiana giapponese. L'immagine che mi è rimasta più impressa di lui è stata durante l'incontro coi bambini dell'asilo, quando narrava la vita di Gesù e loro rimanevano incantati. Pur conoscendo molto bene la cultura locale, a volte si trova a riflettere sulla distanza che ancora lo separa da loro.

 

Padre Domenico Gandolfi

P. Domenico,
ha trascorso moltissimo tempo lontano dalla patria ed è segnato dal fatto di aver conosciuto realtà diversissime, facendo tesoro di tutta questa esperienza, ora si trova a giocare tutte le carte a sua disposizione per tenere viva la vita della cristianità, non molto numerosa. Si ritrova volentieri a far quattro chiacchiere con l'autista dei pulmini dell' asilo della parrocchia di Itoigawa: probabilmente, se fossero in Italia ci scapperebbe anche una partita a briscola, ma nei ritmi imposti dalla vita frenetica deve piuttosto pensare a gestire le maestre dell'asilo e la cosa lo preoccupa. Di fronte a queste giovani è come un nonno e non sempre la bontà che lo contraddistingue è utile sul piano organizzativo.

 

Clarisse

Le sorelle clarisse, sono solo sette e tutte giapponesi, hanno accettato di essere presenti accanto ai frati nella città di Takada per mantenere viva la memoria di Santa Chiara e la sua maternità spirituale. Il loro monastero è minuscolo, mi sembra vivano accontentandosi di briciole di spiritualità e questa povertà probabilmente le motiva ancora di più.
Incontro anche i fratelli e le sorelle dell'Ordine Francescano Secolare sempre a Takada, hanno grande stima e mantengono un ricordo vivo dei frati da cui hanno ricevuto il messaggio cristiano e che ora sono morti o rientrati in patria e come per restituire quanto ricevuto, svolgono semplici, ma essenziali servizi.
Riprendendo l'immagine della pesca degli Apostoli, ritroviamo il gruppo di barche più numeroso e anche le voci che si chiamano fra loro sono diversificate: il vescovo, i sacerdoti locali, i frati giapponesi, i frati "stranieri", le clarisse, i terziari locali, i fedeli delle parrocchie cattoliche, i collaboratori più significativi di alcune opere. Per riuscire a tirare la rete a riva è indispensabile ascoltarsi e organizzarsi perché neanche un pesciolino vada perduto.