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La missione dei francescani

Il cristiano è chiamato, quale discepolo di Gesù, a seguirlo e ad annunciarlo, in quanto è consacrato per mezzo del battesimo e inviato agli altri: “Chi ha incontrato Cristo, non può conservarlo per se stesso, deve annunciarlo”(Novo Millennio Ineunte 40). Sia nell’Antico, che nel Nuovo Testamento Dio invia gli uomini che lo ascoltano ad annunciare la sua Parola.

Il cristiano, sia laico che consacrato, può riconoscere la propria vocazione al servizio attraverso la comunione con Dio (contemplazione) per condividerla con gli uomini (missione); vive la comunione ecclesiale come segno e testimonianza di un mondo nuovo e fraterno (missione).

Il cristiano prende coscienza che la vocazione missionaria è anzitutto appello e iniziativa di Dio, e non un progetto individuale ed è risposta personale alla voce del Signore.

 

Missione dei Francescani

Il cristiano riceve l’esortazione di San Francesco che dichiara: “Consideriamo la nostra vocazione. Dio, nella sua misericordia, ci ha chiamati non solo per la nostra salvezza, ma anche per quella di molti altri. Andiamo dunque per il mondo, esortando tutti con l’esempio più che con le parole, a fare penitenza dei loro peccati e a ricordare i comandamenti di Dio”(Leggenda dei 3 Compagni, 36).

Il missionario francescano è inviato da una Fraternità quale dono ad un’altra Fraternità e opera non in nome proprio, ma in nome di Qualcun altro.

Il missionario francescano va in un’altra Fraternità che lo accoglie e rafforza, con la sua stessa presenza, i legami fraterni, all’interno della comunità religiosa e verso la Chiesa e il mondo. I frutti della missione del singolo trovano le proprie radici nell’intera Fraternità e di essa sono espressione.

Il missionario francescano nel suo vissuto quotidiano si trova a coniugare la fede in linguaggi e culture diverse, diviene egli stesso un ponte fra Chiese sorelle: da un lato ha bisogno di trovare in sé lo spirito di adattamento e dall’altro stimola l’accoglienza e la creatività da parte della Chiesa in cui opera.

Le Fraternità missionarie hanno un volto internazionale e sono segno di profezia prefigurando una società di pace, di dialogo, di armonia di fronte alle tante situazioni di ingiustizia, di violenza e di guerra.

Il cristiano è chiamato a essere missionario nella realtà in cui vive (nella città, nel condominio, sul posto di lavoro, a scuola…) facendosi prossimo a coloro che non credono ancora in Cristo, a coloro che sono lontani dal Cristo e presso i quali la Chiesa è ancora una dimensione sconosciuta e la cui cultura non è ancora impregnata dal vangelo.

Il missionario francescano costruisce il Regno di Dio nel cuore degli uomini, porta Dio alle persone e le persone a Dio, perché la pace offerta e realizzata è già segno visibile del Regno.

 

La Storia

Le origini: San Francesco, homo apostolicus

San Francesco d'Assisi (1181-1226), durante il cammino di conversione che lo condurrà ad abbracciare il Cristo povero e a vivere il vangelo alla lettera, aveva sentito la voce del crocifisso di San Damiano che gli aveva detto: "Va', ripara la mia casa", e aveva ascoltato alla Porziuncola il passo dell'invio in missione dei 72 discepoli di Gesù che gli aveva fatto esclamare: "Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore!"

San Francesco si dedicò tutta la vita ad annunciare la Parola del Vangelo e ardeva di un intrattenibile desiderio del martirio. San Francesco è il primo fondatore di un ordine religioso che nella Regola riserva un capitolo all'evangelizzazione missionaria.

 

Figure di evangelizzatori francescani

Raimondo Lullo, laico e animato da una spiritualità francescana si diede premura di fondare nel 1276 un convento a Miramare nell'isola di Maiorca, dove i frati potevano studiare la lingua e la cultura araba, per favorire la conoscenza, il dialogo con il mondo mussulmano. Raimondo, infatti voleva un rinnovamento cristiano e l'unione di tutte le genti alla Chiesa di Roma. Egli stesso predicò in Spagna, nell'Africa del Nord e a Cipro. Concluse la sua vita a causa delle percosse ricevute perché testimone del vangelo in quel di Tunisi.

Fra Giovanni da Montecorvino: il primo evangelizzatore medievale della Cina. "Ho visitato gran parte dell'India e ho preso delle informazioni sui luoghi che ho potuto vedere. Ho constatato che la predicazione della fede sarebbe molto fruttuosa i mezzo a questi popoli e ce sarebbe molto desiderabile che un certo numero dei nostri frati venisse a portare il contributo della loro parola."

"Ho imparato abbastanza la lingua e la scrittura dei Tartari e già ho tradotto in quella lingua tutto il Nuovo Testamento ed il Salterio che feci scrivere nella loro bellissima lingua. Li ho con me, li leggo e li commento in privato e in pubblico quasi in testimonianza delle leggi di Cristo". (1305)

Fra Pietro di Gand, fratello laico fu amico degli Indios messicani. Approfondì l'idioma dei nativi ed usò caratteri geroglifici, si occupò dell'affrancamento degli indigeni dalla schiavitù, della loro formazione umana e cristiana. Li educò anche alle arti, insegnando loro la musica e la costruzione degli strumenti musicali e riuscì a inculturare il cristianesimo nelle espressioni popolari e nelle danze rituali. Li educò a nuove tecniche agricole per la coltivazione della terra e li introdusse al commercio; costruì ospedali, chiese e scuole.

 

Fra Gabriele Allegra, fu missionario in Cina fin dal 1931, mettendo in atto il suo proposito giovanile "Andrò in Cina per tradurre la Sacra Scrittura". Cominciò la traduzione della Bibbia nel 1935 e terminò l'Antico Testamento, da solo, nel 1944, l'anno successivo fondò lo Studium Biblicum a Pechino con quattro altri frati a motivo della Rivoluzione maoista lo Studio fu trasferito a Hong Kong, fu sede di scuola biblica e di lingua cinese per i nuovi missionari. Era un uomo di profonda preghiera, uno studioso, attento alle necessità del mondo, infatti fu lui che nel 1945 mediò i primi contatti tra i Giapponesi e gli Americani, per giungere alla pace.

 

Il percorso di evangelizzazione in Africa

Nella seconda parte del 1800 e per tutto il 1900 i frati delle province europee seguirono le vie dei loro governi nazionali e fondarono conventi nei diversi territori del continente africano. Nel 1982 l'allora ministro generale John Vaughn diede nuovo slancio alla presenza africana in Africa, invitando i frati ad aderire al progetto Africa, da questa iniziativa sono sorte in breve nuove fondazioni che hanno la caratteristica di riunire frati provenienti da province religiose diverse.

 

Lo Spirito

Per i frati minori, la missione - prima di essere qualcosa che si fa - è la ragione per la quale si è.

DVD: Misit vos in universo mundo - Antoniano Ma che cosa spinge un francescano a diventare missionario? La volontà di darsi completamente a Dio, di abbracciare la fede, accoglierla senza timore, implica necessariamente anche l'attività missionaria? È sufficiente chiedere ai missionari francescani tutti che cosa li ha motivati a spingersi nelle periferie del mondo abitate dal bisogno e dalle lacerazioni sociali, e la risposta sarà sempre la stessa: non siamo noi a scegliere di divenire missionari, è Dio che ci ha scelto.

Sono i luoghi, i paesi, le culture, le religioni, le genti, i bambini, gli anziani, i poveri, i malati, nelle condizioni di disagio più assolute ed estreme - a volte inimmaginabili per noi - a scegliere noi, a far sì che un francescano sia "un uomo di dialogo, un uomo creatore di ponti, un uomo che va incontro all'altro".

La presenza francescana nel mondo è dialogare e collaborare a stretto contatto con la popolazione palestinese e con gli ebrei dello Stato d'Israele, con i monaci buddisti dell'estremo Oriente, spingersi nel cuore impenetrabile dell'Amazzonia e difendere la Terra degli Indios insieme a loro, servire i bambini e gli anziani tra le nevi e il freddo della severa Siberia, promuovere la vita di tante giovani comunità cristiane in Africa, aiutare i poveri e i senzatetto nel cuore di tante metropoli del nord del mondo, evidentemente non solo opulente.

 

Sui progetti missionari dell'Ordine è stato realizzato dall'Antoniano di Bologna un DVD (Misit vos in universo mundo) reperibile presso il nostro Centro.